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Riorganizzazione della disciplina sulla riproduzione animale: la denuncia di Confagricoltura Veneto

Caos sul decreto sul sistema allevatoriale, testo attualmente al vaglio degli assessori regionali nella Conferenza Stato Regioni. A quanto pare i 250 milioni stanziati per la Biodiversità andrebbero tutti al sistema della banca dati gestita dall’Aia e alle sue organizzazioni territoriali, le varie Apa. In sostanza, denuncia Confagricoltura Veneto, sebbene il decreto contempli, come anche previsto dall’Unione europea, la liberalizzazione della banca dati relativa alla certificazione animale, per come è stato redatto il decreto sembrerebbero esserci dei paletti che non permetterebbero di fatto alcuna modifica, tanto da mantenere un vero e proprio monopolio. La questione riguarda la tanto attesa riorganizzazione della disciplina sulla riproduzione animale (legge 30). Il sistema dei controlli funzionali è da oltre 50 anni gestito, di fatto in regime di monopolio, ad AIA (Associazione Italiana Allevatori) che è l’unica ad essere autorizzata, attraverso le sue succursali provinciali e regionali, alla raccolta in campo dei dati legati alle performance produttive delle diverse specie e razze ai fini dell’iscrizione ai Libri genealogici (LG) ed all’elaborazione dei dati stessi. Secondo lConfagricoltura Veneto la nuova proposta va verso una liberalizzazione mascherata. Affida infatti la raccolta dei dati alle sole associazioni riconosciute nell’attività (in Italia solo una) e distribuite su tutto il territorio nazionale. E’ pertanto una replica dello status attuale senza cambiare nulla ed affidare ai soliti noti la gestione. Di fatto non vi è nessun riferimento con la nuova disposizione alla riduzione dei costi di questo servizio.

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