Chioggia, inaccettabili i ritardi per lo sbarramento al cuneo salino, situazione aggravata dalla siccità
Gli appelli al Ministero delle Infrastrutture si susseguono da anni ormai, ma la crisi, che tra gli imprenditori agricoli sta esplodendo a causa dell’aumento vertiginoso dei costi di energia e materie prime, fa uscire allo scoperto Confagricoltura Venezia: “Sono inaccettabili i ritardi del Magistrato alle Acque per l’avvio dell’opera di sbarramento del cuneo salino a Chioggia – afferma Nazzareno Augusti, segretario di Zona di Confagricoltura Venezia a Chioggia. - Il Comune di Chioggia la sua parte l’ha fatta, ma la burocrazia frena da anni con un continuo rimpallo di responsabilità”.
Intanto venerdì 18 marzo si terrà a Chioggia una riunione della Commissione Consiliare Lavori Pubblici, a cui è invitata anche Confagricoltura, per fare il punto sulla situazione.
“La situazione di stallo perenne è inaccettabile, vista la drammatica situazione in cui già versano le nostre aziende – riprende Augusti. - Non piove da ottobre e, senza questo sbarramento che blocca la risalita del cuneo salino, l’area agricola di Chioggia e l’entroterra Cavarzerano e della bassa provincia di Padova, per una estensione che va da 5000 a 10000 ettari, rischia di essere invasa dall’acqua marina con danni incalcolabili”.
Le funzioni dell'ex Magistrato alle acque sono state trasferite all'Ufficio 4 "Salvaguardia di Venezia del Magistrato alle Acque - Opere marittime per il Veneto" del provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia del Ministero delle Infrastrutture, ma per Confagricoltura Venezia la riorganizzazione degli uffici non può continuare a danneggiare pesantemente le attività agricole.
APPELLO AL MAGISTRATO ALLE ACQUA PER L’AVVIO IMMEDIATO DEI LAVORI, NON PIU’ RINVIABILI, A CAUSA ANCHE DI CRISI E SICCITA’
“L’Ufficio Salvaguardia di Venezia del Magistrato alle Acque deve dare immediato avvio ai lavori per la realizzazione dello sbarramento che è l’unico modo per frenare la risalita del cuneo salino – insiste il segretario di zona Nazzareno Augusti. - Il Comune di Chioggia ritiene di avere fatto quanto di sua competenza. I finanziamenti previsti sembrano effettivamente disponibili, ma tutto è ancora fermo!!! Il consorzio di bonifica, promotore del progetto, continua a sollecitare il Ministero delle Infrastrutture in qualità di responsabile della realizzazione del progetto. Gli agricoltori sono allo stremo per l’aumento insostenibile dei costi di produzione e per una siccità che rischia di mettere a repentaglio le semine di primavera e il raccolto estivo”.
ACQUA SALATA NEI CANALI DESTINATI ALL’IRRIGAZIONE DEI CAMPI, A RISCHIO COLTURE FINO A CAVARZERE E BASSA PADOVANA
La fine dell’autunno scorso e quest’inverno sono stati caratterizzati da una grave siccità. “Piove poco dall’autunno – spiega Marco Aurelio Pasti, presidente di Confagricoltura Venezia. - Talvolta sappiamo che aprile e maggio possono portare a piogge, che comunque dovranno essere consistenti e frequenti, e ce lo auguriamo con tutto il cuore, perché la situazione è già preoccupante e, se non piovesse, la prossima estate sarebbe caratterizzata da una siccità grave come non accadeva da decenni”. La risalita del cuneo salino nell’area di Chioggia rende già molto spesso inutilizzabile l'acqua dei canali, a causa della concentrazione di sale dovuto alla presenza di acqua di mare.
“Attualmente sono in corso le preparazioni dei terreni e verranno effettuate le semine dei cereali praticamente su deserti di polvere, vista la mancanza di piogge consistenti, in aggiunta non possibile irrigare per la risalita del cuneo salino - continua Nazzareno Augusti. - Si tratta di un fenomeno che quest’estate può aggravarsi al punto da far penetrare più ampiamente l’acqua marina con una risalita tale da rendere completamente inservibili i canali irrigui, già a secco, uccidendo l’agricoltura dell’intera area di Chioggia e dell’entroterra Cavarzerano e del Piovese. Sia chiaro che danneggiare le colture significa incidere sulla disponibilità alimentare delle nostre comunità”.
IMPOSSIBILITA’ DI IRRIGAZIONE CON PERDITE POTENZIALI DI PRODUZIONE DI 40,000 TONNELLATE DI GRANO UTILI PER 30,000 TONNELLATE DI PANE
Lo sbarramento del cuneo salino permetterebbe, in tempi normali, di rendere utilizzabile l'acqua a fini irrigui in un’area agricola per un’estensione di 4/5000 ettari fino a circa 10000 ettari, se su comprende anche l’entroterra a confine della parte sud della provincia di Padova.
“Per dare un valore alle cifre, si stima che danni su 5000 ettari di coltivazione agricola significa mettere a rischio circa 40,000 tonnellate di grano utile per produrre circa 30,000 tonnellate di pane oppure 55,000 tonnellate di mais, necessario per l’alimentazione del bestiame negli allevamenti bovini – rincara Augusti. - Ritengo che ogni cifra, in questo contesto di crisi, sia molto rilevante per l’economia alimentare italiana”.
NECESSARIA LA PROTEZIONE DELL’AGRICOLTURA CONTRO DESERTIFICAZIONE E CAMBIAMENTI CLIMATICI
"Col cambiamento climatico assistiamo a periodi di siccità prolungata come quello che stiamo vivendo, la disponibilità d'acqua adatta all'irrigazione diventa sempre più importante per permettere alle imprese il raggiungimento di raccolti che possano sostenere le aziende in un momento già difficilissimo", sottolinea infine Marco Aurelio Pasti, presidente di Confagricoltura Venezia.
L’opera di sbarramento impedirebbe l’inaridimento di migliaia di ettari, coinvolti dal grave fenomeno, anche se posti a monte della costa, perché bloccherebbe la risalita del cuneo salino su tre fiumi: Gorzone, Bacchiglione e Brenta.
“Lo sbarramento, che dovrebbe essere realizzato sul fiume Brenta, ha l’obiettivo di impedire all'acqua marina di penetrare nei canali irrigui – conclude Augusti. - Nel Brenta, infatti, confluiscono i canali Busiola, canal di Valle e i fiumi Bacchiglione e Gorzone. Il fenomeno della risalita del cuneo salino arriva a coinvolgere quindi un territorio ben più vasto dell’area di Chioggia e Cavarzere”.

