Agricoltura digitale, a Chioggia uno studio di filiera completo realizzato sul campo

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Parte da Chioggia la rivoluzione dell’agricoltura 4.0. Un modello che prevede l’implementazione di dosi diversificate (in termini tecnici “a ratio variabile”) secondo le specifiche esigenze di ogni segmento del campo. I dosaggi mirati, che riguardano l’impiego di fertilizzanti, i quantitativi di semi etc, permettono non soltanto di risparmiare costi economici e ridurre l’impatto, ma anche di aumentare la resa del prodotto con conseguente crescita del reddito.
Negli ultimi due anni la sezione di Chioggia di Confagricoltura Venezia ha avviato uno studio di filiera sul campo che ha coinvolto un’azienda produttrice di mais della zona. Nelle prossime settimane gli esiti più dettagliati saranno condivisi con gli agricoltori interessati, tramite un webinar specifico rivolto agli imprenditori agricoli che fanno parte dell’associazione.

A CHIOGGIA UNO STUDIO DI FILIERA COMPLETO
“Da anni si parla di agricoltura digitale e molti centri di ricerca ed università presentano sperimentazioni molto sofisticate, ma a volte un po’ teoriche – sottolinea Nazzareno Augusti, responsabile di zona di Confagricoltura Venezia nell’area di Chioggia. – Il nostro obiettivo è stato cercare di realizzare di fatto uno studio di filiera che possa dimostrare tutti i vantaggi dell’agricoltura di precisione che utilizza tecnologie digitali, dalla preparazione del campo alla semina e fino alla fase di raccolta e valutazione del prodotto finale”.
Lo studio di Chioggia infatti ha valutato in dettaglio gli effetti derivati dall’impiego di metodi di precisione, realizzati con tecnologie digitali, per la valutazione, in ogni area del campo coltivato, della giusta dose di fertilizzante, nonché del corretto quantitativo di semi da piantare fino ad arrivare a monitorare in dettaglio la resa del prodotto per ogni singola zona analizzata. Inoltre, si vuole dimostrare che queste metodologie possono essere alla portata anche delle piccole aziende purché si costituisca un efficace coordinamento tra i vari operatori.

I RISULTATI, UTILIZZO DEL 10% IN MENO DI FERTILIZZANTI E RESA MAGGIORE DEL 15%
“L’azienda, che si è offerta per lo studio, ha messo a disposizione due campi coltivati a mais: uno di 20,48 ettari e l’altro di 20 ettari coltivato in modo tradizionale – riprende Augusti. - Per quanto riguarda il fertilizzante si è visto che controllando i dati, e distribuendo la dose giusta proporzionata alle necessità delle singole porzioni di terreno, è stato possibile diminuire di circa il 10% le quantità impiegate con un vantaggio economico e una notevole riduzione dell’impatto ambientale. Ma l’agricoltura di precisione ci ha dimostrato che ogni zona del campo ha bisogno anche di una specifica quantità di semi, evitando una semina imparziale, in questa fase abbiamo distribuito circa il 2% di seme in più perché dove il terreno lo permetteva sono aumentate le piante seminate.
Infine si è visto quanto i processi avviati, abbiamo portato complessivamente ad una maggiore resa del campo con un aumento del 14-15% di granella di mais.”

DA CHIOGGIA UN MODELLO EFFICACE ANCHE PER AZIENDE MEDIE E PICCOLE E PER I TERZISTI
“Spesso si tende a pensare che l’agricoltura di precisione sia uno strumento che può valere soltanto per aziende molto grandi, ma questo studio dimostra che non è così – commenta Marco Aurelio Pasti, presidente di Confagricoltura Venezia. - Le aziende del nostro territorio sono piccole e medie e per alcune specifiche attività si servono di terzisti che hanno a disposizione anche strumenti aggiornatissimi, ma spesso non pienamente utilizzate e valorizzate come seminatrici in grado di dosare in dettaglio la quantità di semi o trebbiatrici capaci di verificare altrettanto in dettaglio la resa effettiva del prodotto in ogni porzione di campo. Lo studio di Chioggia quindi diventa un motore che ci permette di accelerare la diffusione dell’agricoltura di precisione nella realtà concreta e quotidiana delle nostre aziende”.

Agricoltura di precisione Venezia

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