Esito elettorale, le richieste di Confagricoltura Venezia al Presidente della Regione e al Presidente della Città Metropolitana

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INNALZAMENTO DEI MARI, UN PIANO DI MESSA IN SICUREZZA PER I TERRITORI A RISCHIO
A seguito della riconferma di Luca Zaia alle guida della Regione Veneto e di Luigi Brugnaro, presidente della Città Metropolitana di Venezia, Confagricoltura Venezia fa il punto per segnalare alcune priorità. A preoccupare Marco Aurelio Pasti, presidente di Confagricoltura Venezia, oltre ai danni e alle difficoltà provocate dall’emergenza Covid-19, i cambiamenti climatici in corso di cui spesso gli agricoltori sopportano conseguenze anche pesanti e l'innalzamento del livello del mare dovuto al riscaldamento globale.

PARTE DEL TERRITORIO VENEZIANO SOTTO IL LIVELLO DEL MARE, IN 30 ANNI L’ADRIATICO CRESCIUTO DI 10 CM
“Il nostro territorio si trova in larga parte sotto il livello del mare - sottolinea Marco Aurelio Pasti. - Negli ultimi trent’anni il livello dell'Adriatico è cresciuto di circa dieci centimetri, ma i dati dimostrano che lo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e Antartide sta accelerando ed è quindi doveroso chiederci: cosa potrebbe accadere nel nostro territorio? Tra trenta o quarant'anni potremmo trovarci di fronte ad un innalzamento del mare tale da sommergere i nostri territori? E di fronte a questi problemi che riguardano tutti, e non solo gli agricoltori, non possiamo avere un approccio emergenziale. Chiedo quindi al Presidente della Regione e al Presidente della città metropolitana, riconfermati dalle recenti elezioni, di impegnarsi per un piano di lungo periodo volto alla messa in sicurezza delle aree che si trovano a livello del mare o al di sotto, visto che, a seguito anche dei cambiamenti climatici, l'innalzamento del livello dei mari è misurato in 3.5 mm/anno ma in continua accelerazione”.

APPROCCIO SCIENTIFICO ALL’INNOVAZIONE SCIENTIFICA-TECNOLOGICA E ALLA PROTEZIONE DELLE PIANTE
Per far fronte alle nuove sfide, anche nel settore agricolo, è necessario un approccio pragmatico nei confronti delle innovazioni che il progresso tecnologico e scientifico ci mette a disposizione per rendere le nostre coltivazioni in grado di produrre di più con meno risorse, cioè per esser più sostenibili.

COVID-19, PERDITA DEL 2,4% DI ORE DI LAVORO NELL’AGRICOLTURA VENETA
L’impatto della pandemia si è sentito anche nel settore agricoltura veneta che sta registrando, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, una diminuzione del valore aggiunto pari a -1,9%, e dell’occupazione -2,4% di ore di lavoro e -1,8 di unità di lavoratori impiegati, secondo le ultime indicazioni di ISMEA.

AGRITURISMI, RILANCIO DEL SETTORE INTEGRATO AL TURISMO REGIONALE ANCHE PER LE OLTRE CENTO AZIENDE PRESENTI NEL VENEZIANO
In provincia di Venezia vi sono oltre un centinaio di agriturismi che hanno subito pesanti penalizzazioni con la chiusura delle attività imposta dall’emergenza Covid-19 proprio nel momento dell’avvio della stagione primaverile. Vi è dunque la necessità di una completa integrazione del settore dell’agriturismo, con le sue caratteristiche e specificità, nel più ampio comparto del turismo Veneto. Confagricoltura Venezia auspica una maggiore attenzione per il turismo sul territorio rurale, con iniziative strutturate di promozione turistica specifiche per il settore agrituristico.

FAUNA SELVATICA FUORI CONTROLLO, PIANO DI CONTENIMENTO E RISARCIMENTI DEI DANNI
“E’ importante anche l’adozione del nuovo piano faunistico venatorio che includa una più incisiva politica di gestione e controllo della fauna selvatica per affrontare quella che è diventata una vera e propria emergenza che il lockdown ha sicuramente accentuato – precisa Marco Aurelio Pasti. - La legislazione vigente, che avrebbe dovuto controllare il fenomeno, ha fallito sia sul piano della prevenzione che su quello del controllo numerico e del risarcimento dei danni, tanto che oggi le imprese agricole sono esasperate dalla mancanza di strumenti adeguati ad arginare la presenza di tante specie. Nel veneziano a pagare le conseguenze più gravi dell’invasione di cormorani sono le valli da pesca depredate da questi uccelli che praticano la caccia di gruppo e possono danneggiare enormi quantità di pesce. Ma si segnalano anche danni per svariate centinaia di ettari di seminativi da parte delle oche che soggiornano in laguna e non ottengono risarcimenti dei danni subiti. Inoltre, danni gravissimi a carico della frutticoltura veneziana sono venuti dalla cimice asiatica che negli ultimi anni ha distrutto intere coltivazioni”. Confagricoltura Venezia chiede quindi che venga previsto lo stanziamento di risarcimenti nei confronti delle aziende danneggiate, ma in particolare che siano attuate misure di contrasto come l’utilizzo della vespa samurai per il contenimento della cimice asiatica.

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