Nutrie, la denuncia di Confagricoltura Venezia: danni agli argini e smottamenti, necessario un piano provinciale

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L’allarme dell’imprenditore Nazzareno Mazzarotto, titolare di una importante azienda agricola nell’area di Caorle: “Il piano regionale di eradicazione delle nutrie è fallito! Tutt’al più, si arriva a catturare alcune centinaia di esemplari, ma sul nostro territorio restano migliaia di nutrie che non si limitano ad infliggere gravi danni, ma mettono in serio pericolo la vita degli agricoltori, creando buche in grado di far ribaltare i trattori o provocando lo smottamento degli argini di fiumi e fossi!”
“In 500 metri lungo un fosso, anche 50 tane per un totale di 500 esemplari!”
Introdotta in Italia alcuni anni fa per l’allevamento di pelliccia, la nutria, roditore proveniente dall’America Latina, è stata poi liberata nel territorio provocando letteralmente una invasione.
“La nutria è stata definita dalla Regione Veneto animale nocivo – continua Mazzarotto. – Questo roditore, che arriva a pesare anche a 15/20 kg da adulto, si trova perfettamente a proprio agio nei nostri territori agricoli ricchi di canali e fiumi. Lungo un fosso di 500 metri, anche nella mia azienda, si possono contare fino a 50 tane, ogni tana contiene una famiglia, ogni famiglia è composta anche da 10 componenti! La grande capacità della nutria di proliferare, è esponenziale, i piccoli a 4/5 mesi sono già in grado di riprodursi, mediamente l’adulto partorisce, due volte all’anno, dai 4 ai 7 piccoli!”.
“Non solo danni alle colture, ma smottamento di argini e buche che hanno rischiato di far ribaltare anche un trattore della mia azienda”
Le tane sono scavate dalle nutrie lungo le sponde dei canali e fossi, sotto gli argini. Le tane sono composte da vari cunicoli, da cui il roditore esce per nutrirsi a base delle colture che trova nei campi: mais, frumento, erba medica etc.
“La mia azienda agricola è circondata dal canale irriguo Brian per circa 6 km – prosegue Mazzarotto. - Basta passeggiare sopra l’argine per vedere le piste tracciate dall’andirivieni delle nutrie, che lo attraversano per alimentarsi con il raccolto del momento dal mais al frumento. I danni, che le buche scavate dai roditori provocano lungo fossi e canali, sono gravi: scardinano infatti tubi e drenaggi facendo cadere e interrare i terminali. In questo modo si creano una serie di conseguenze dannose a catena sul terreno agricolo. Ma c’è ben di peggio: è capitato che un nostro trattore impegnato nello sfalcio dell’argine consortile sia sprofondato improvvisamente in una buca scavata dalle nutrie. Per fortuna il trattore non si è capovolto, ma si è adagiato sui semiassi. Poteva essere un grave incidente, poteva anche scapparci il morto! Cosa potrebbe succedere la prossima volta?”
“Il mio cane morso da una nutria, è stato colpito a lungo da una grave infezione”
E i rischi vengono anche dall’aggressività di questi roditori, rincalza Mazzarotto: “ Il mio cane è stato morso da una nutria. Il morso ha provocato una brutta infezione che è durata a lungo, nonostante le cure veterinarie, tanto che ancora oggi è rimasta una cicatrice ben visibile!”
La soluzione? “Per capire la gravità del problema una proposta provocatoria: l’eradicazione completa della nutria tramite sterilizzazione, il piano di abbattimento ha fallito!”
Un problema non facile da risolvere, quello del proliferare incontrollato delle nutrie. “L’eradicazione della nutria richiede estremi rimedi – conclude Mazzarotto. - Lancio una proposta che è una provocazione: la sterilizzazione di massa potrebbe essere un rimedio. ma serve un grande investimento per raggiungere l’obiettivo. Con la cattura o l’abbattimento però si tiene soltanto sotto controllo un minimo numero di esemplari, ma altre migliaia continuano a fare danni alle nostre colture, mettendo a rischio i nostri territori e i nostri agricoltori!”
La proposta di Confagricoltura Venezia: “Servono piani provinciali di coordinamento tra comuni”
Il segretario di Confagricoltura Venezia nella zona di Portograuro, Simone Bozza, sottolinea che la questione va gestita a livello provinciale: “L'eradicazione completa ritengo sia impossibile, data la straordinaria adattabilità dell'animale, ma un piano di controllo è certamente praticabile a patto che si ragioni a livello di coordinamento provinciale. E' inutile che un comune si prenda tale impegno, se poi le nutrie migrano verso i comuni confinanti. E' opportuno creare ad hoc delle squadre di addetti per ogni macrozona con il compito di monitorare quotidianamente il territorio e procedere ad un piano di abbattimento, trappolaggio e controllo delle aree dove più si sviluppano le popolazioni di nutrie”.
La conferma viene anche dal presidente di Confagricoltura Venezia, Marco Aurelio Pasti: “i danni sia ai raccolti che soprattutto alla rete idrica e alla viabilità aziendali sono un grave problema in tutta la provincia che costringono le aziende ad onerosi interventi di ripristino di sponde e chiaviche, è indispensabile un salto di qualità nel piano di controllo con un programma senza soluzioni di continuità nello spazio e nel tempo. Bisogna individuare e controllare le nuove colonie con un approccio simile a quello che ci vorrebbe nell’individuare i focolai in una pandemia”.

Qui il servizio del TGR Veneto del 08/04/2021

Nutrie TGR confagricoltura

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