Report del convegno "Il grano sposa la sostenibilità "
Si è tenuto venerdì 12 luglio, a Cavarzere nel Palazzo Silimbani, un interessante convegno sulla coltivazione del grano tenero e duro con lo scopo di meglio analizzare gli aspetti legati alla sostenibilità della coltura.
Il tradizionale Convegno è stato organizzato dal sodalizio, oramai consolidato, nato tra Romano Silimbani dell'azienda Grignella dei fratelli Silimbani e di Arnaldo Bovolenta dell'Associazione Produttori Sementi Polesana, ed ha visto la partecipazione dei relatori: Pierluigi Meriggi (Responsabile Centro Sperimentale HORTA), Francesco Sestili (Università della Tuscia), Roberto Bassi (Ricerca e Sviluppo cereali Syngenta), Gianluca Ferrazano (Syngenta), Alessandro Gazzotti (Timac Agro), Arnaldo Bovolenta (Produttori Sementi Polesani), Stefano Ribatti (Eurochem), Francesco Franceschetti (Agronutrition). Ha moderato i lavori Lorenzo Andreotti, giornalista de “L’Informatore Agrario”.
All'inizio del convegno Romano Silimbani ha sottolineato l'importanza odierna dei temi legati alla sostenibilità esprimendo peraltro la preoccupazione che tutti i costi relativi siano addossati esclusivamente agli agricoltori.
"La sostenibilità è un aspetto importante della produzione agricola, però comporta generalmente maggiori costi e minori introiti per cui la preoccupazione è più che legittima".
E' quindi intervenuto il Presidente di Confagricoltura Venezia Giulio Rocca, che ha ribadito come la sostenibilità sia il presente ed il futuro dell'agricoltura, facendo presente però come sia necessario che le imprese siano assistite, in particolare quelle più piccole e quelle con imprenditori più anziani.
Ha poi evidenziato come sia d'altro canto importante che per i prodotti che circolano sul mercato UE vi siano parità di condizioni di produzione. "Non è possibile - ha precisato in proposito che all'interno della comunità entrino prodotti OGM in paesi dove vige il divieto alla loro coltivazione ed entri grano fatto maturare con l'aiuto del glifosato".
Arnaldo Bovolenta pur convenendo sull'importanza del tema della sostenibilità ha richiamato l'attenzione dei presenti sulle tematiche legate alla coltivazione del grano nell'annata appena conclusasi.
Lorenzo Andreotti ha precisato come il tema della sostenibilità non sia complesso e come si rischi spesso di finire per banalizzarlo. "Oggi invece abbiamo l'occasione di affrontare anche temi legati alla tecnologia che ci aiutano ad affrontare meglio tutte le problematiche legate alla sostenibilità.
E' seguito l'intervento di Pierluigi Meriggi che inizialmente ha sottolineato l'importanza degli aspetti economici legati alla sostenibilità per le imprese agricole. "La sostenibilità- ha precisato - non deve compromettere l'economicità dell'attività delle imprese agricole altrimenti è destinata al fallimento". Ha poi affrontato gli aspetti agronomici legati alla campagna agraria 2018-19 caratterizzata da un andamento climatico molto singolare. Prima con una prolungata siccità invernale, seguita da un maggio eccezionalmente piovoso che ha comportato buone emergenze ma scarso accestimento e ritardi nell'assorbimento dell'azoto e ritardi nella comparsa delle malattie fogliari. Con il caldo successivo si è notata la comparsa di malattie fogliari "anomale": Fusarium della foglia e una maturazione molto rapida della spiga. Il Fusarium che ha colpito la spiga poi si rivelato deleterio per la produzione, ma non ha prodotto problematiche particolari di sviluppo di micotossine perché il fungo responsabile della malattia è stato il Microdochium nivale, poco efficace nello sviluppo del DON, si sono peraltro riscontrati invece danni in termini produttivi. Su questo aspetto si è dimostrata fondamentale la tempestività dei del trattamento fungicida in spigatura inizio fioritura.
Lorenzo Andreotti ha richiamato l'attenzione sul fatto che la sostenibilità coinvolge 3 aspetti quello ambientale, sociale ed economico.
Arnaldo Bovolenta è intervenuto sottolineando l’importanza degli accordi di filiera, cui però si dà poca informazione e propaganda.
Francesco Sestili ha invece tenuto una relazione sulla coltivazione del grano duro sottolineando l'importanza che ha avuto l'attività di ricerca e miglioramento genetico per lo sviluppo della coltura. "Oggi si fa molta propaganda sull'utilizzazione dei cosiddetti grani antichi - ha concluso - però sovente questi hanno caratteristiche inferiori rispetto a quelli coltivati attualmente frutto di sviluppo e ricerca.
Roberto Bassi del gruppo Syngenta ha inizialmente evidenziato come non vi siano alternative possibili all'innovazione ed allo sviluppo ricordando l'importanza della ricerca.
"Nel 2050 - ha precisato - saremo 9 miliardi di persone per cui sarà necessario avere un incremento importante della disponibilità di risorse alimentari (50% circa) per cui non è possibile pensare, come sostenuto oggi da alcuni, ad un ritorno alle origini, nel 1950 con 1 ettaro di terreno si sfamavano 2 persone nel 2050 sarà necessario sfamarne 5."
Ha quindi posto in risalto l'importanza della comunicazione per far comprendere alle persone la necessità dell'utilizzo ed i rischi effettivi legati all'impiego dei prodotti chimici.
"Ci sono sostanze alimentari che hanno una dl 50 (dose letale media) ben superiore a molti prodotti fitosanitari però si continua a demonizzarne l'impiego in modo indiscriminato."
In conclusione del convegno vi è stata una tavola rotonda alla quale hanno preso parte i tecnici delle ditte produttrici di mezzi tecnici per la coltura che hanno illustrato le prerogative dei loro prodotti più recenti.
