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Cereali e semi oleosi - comunicato stampa Copa Cogeca

Nuovi dati europei su cereali e semi oleosi rilasciati dal Copa e dalla Cogeca confermano un recupero della produzione nel 2017, nonostante le condizioni climatiche estreme. Tuttavia, restano preoccupazioni sulla qualità delle colture.
I dati provengono dal dibattito tenutosi all'interno dei gruppi di lavoro "Cereali" e "Semi oleosi e colture proteiche" del Copa e della Cogeca.
Il presidente del gruppo di lavoro "Cereali" del Copa e della Cogeca, Max Schulman, ha dichiarato: "Quest'anno il raccolto europeo di cereali dovrebbe aumentare dello 0,4%, raggiungendo i 297 milioni di tonnellate. Tuttavia quest'anno molti paesi hanno subito eventi climatici estremi, dalle gelate alla siccità. In Spagna e in Portogallo, ad esempio, non piove oramai da diversi mesi, mentre l'Irlanda e i paesi baltici sono stati compiti da pesanti precipitazioni e inondazioni. Le condizioni variabili avranno un impatto sulla qualità della produzione europea. Siamo particolarmente preoccupati dalla qualità delle colture nei paesi del nord – Svezia e Finlandia – in quanto la raccolta qui non è ancora stata ultimata a causa delle pesanti piogge. I produttori inoltre continuano a essere strangolati da prezzi bassi e da costi di produzione elevati".
"Oltre alla sfida del cambiamento climatico, i produttori nutrono serie preoccupazioni circa la graduale eliminazione di molti prodotti fitosanitari, quali il glifosato, nonché per il divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari e concimi sulle aree di interesse ecologico, che porteranno a optare per la messa a riposo dei terreni nella prossima stagione", ha aggiunto Schulman.
Arnaud Rousseau, presidente del gruppo di lavoro "Semi oleosi e colture proteiche" del Copa e della Cogeca ha affermato: "La produzione di semi oleosi nell'UE dovrebbe aumentare del 2% rispetto ai livello dello scorso anno, raggiungendo i 32,4 milioni di tonnellate, nonostante le condizioni climatiche avverse. La produzione di colza nell'UE è aumentata del 3,6%, raggiungendo i 21,3 milioni di tonnellate, che garantiranno agli allevatori europei un buon approvvigionamento di proteine per nutrire i loro animali. L'aumento della superficie investita a colza è legato alla scarsissima attrattività economica del settore cerealicolo, per via dei prezzi bassi. Le condizioni climatiche estreme hanno colpito negativamente anche produzioni come la soia, che non è aumentata, nonostante un'espansione delle superfici superiore al 5%. I produttori hanno avuto problemi anche con la semina delle prossime colture, a causa della siccità e dell'eccesso di umidità, che hanno limitato le superfici seminabili per la prossima stagione".
Rousseau ha poi aggiunto: "Accogliamo favorevolmente il dibattito con gli eurodeputati e la DG AGRI quanto all'istituzione di una strategia per le colture proteiche di lungo respiro negli anni a venire. Si tratta di sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, di massa critica e di un contributo alla produzione sostenibile di colture proteiche. Lanciamo una sfida a tutte le parti interessate nella catena alimentare e in quella mangimistica, per assumere un ruolo attivo in questo lavoro ".

Cereali frumento

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