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Conferenza stampa Radicchio di Treviso nel territorio veneziano

Mercoledì 8 novembre 2017, alle 13.30, presso la sede di Confagricoltura Venezia si è svolta la conferenza stampa relativa alla presentazione del prodotto Radicchio di Treviso nel territorio veneziano.
Sono intervenuti Giulio Rocca, presidente di Confagricoltura Venezia con il direttore Rita Tognon; Flavio Tomaello, presidente mandamentale di Mirano, il responsabile dell'ufficio zona di Mirano Claudio Bobbo e il produttore Andrea Favaro.

Il radicchio di Treviso tardivo non si coltiva solo nella Marca. La provincia di Venezia è al secondo posto e offre da sola una produzione che è quasi un terzo di quella trevigiana. Nello specifico il prodotto a Venezia è coltivato nel Miranese, soprattutto nei Comuni di Scorzè, Martellago, Salzano.
In Veneto il radicchio di Treviso tardivo si coltiva in 24 comuni: 17 in provincia di Treviso, 5 in provincia di Venezia e 2 in quella di Padova.
Tra 2015 e 2016 la produzione è andata aumentando con un raccolto che è passato dai 1400 tonnellate nel 2014 alle 1800 nel 2015, mentre nel 2016 si è avuto un raccolto di 1700 tonnellate. Per la corrente annata agraria è previsto un lieve calo di produzione dovuto ai cambiamenti climatici in corso: il caldo secco della scorsa estate ha penalizzato il trapianto; le elevate temperature autunnali stanno penalizzando invece lo sviluppo e la maturazione in campo del radicchio che, per esaltare le sue caratteristiche organolettiche, richiede temperature basse con brinate.

Il valore del prodotto certificato IGP
Il Radicchio di Treviso tardivo rappresenta una sicurezza sia per l'attestazione dei prezzi che per i volumi di produzione. Le previsioni per la campagna agraria 2017 vedono una superficie coltivata in linea con gli ettari investiti nel 2016. Molte le aziende che stanno convertendo la produzione alla certificazione di IGP, che è una garanzia di stabilità di prezzo.
L'attivazione della Global GAP, protocollo di misure di sicurezza richieste dalla grande distribuzione
Oltre alla certificazione IGP, la Grande Distribuzione esige ormai da alcuni anni che i fornitori del comparto agroalimentare (in questo caso orticoltori) garantiscano l’affidabilità e qualità dei loro prodotti secondo standard internazionali condivisi. Per farlo sono state create apposite certificazioni, quali la Global GAP, un protocollo di misure di sicurezza che attesta il rispetto di rigidi parametri a ogni livello della catena. Alcune aziende agricole hanno già ottenuto anche questa certificazione ed altre hanno avviato le procedure.
Tra gli imprenditori agricoli crescono quindi professionalità, specializzazione e capacità di visione globale, dalla produzione al marketing. Per rispondere anche a tale esigenza Confagricoltura Venezia ha promosso dei corsi di @-commerce aperti a tutte le aziende agricole interessate (sono ammesse anche le imprese non socie di Confagricoltura).

Un export in continua crescita, l'IGP riconosciuto anche dal CETA
Numerosi i progetti di export del radicchio di Treviso tardivo anche nel Nord Europa dove il consumatore è attento alle certificazioni. L'export, seppur di nicchia, continua a crescere con un posizionamento d'alta gamma: ormai da qualche anno, infatti, il radicchio di Treviso arriva a Parigi per essere distribuito direttamente nella ristorazione di elevata qualità.
lI radicchio rosso di Treviso IGP inoltre è uno dei 41 prodotti Made in Italy riconosciuti dal CETA (Compredensive Economic and Trade Agreement) tra i prodotti a marchio europeo denominati tipici (sono oltre 250 le doc-igp non riconosciute dall'accordo).

Il radicchio rosso di Treviso tardivo è legato alla tipicità del terreno e della falda acquifera
Entro dicembre 2017 è attesa anche l'approvazione definitiva del nuovo disciplinare di produzione che estenderà l'area IGP - a partire dalla stagione 2018 - anche ai comuni di Marcon (Ve) e Tribano (Pd), portando così complessivamente a 54 i comuni dell'area di produzione (di cui 25 solo in provincia di Treviso). Secondo Confagricoltura l'estensione delle aree coltivata rischia però di andare a scapito della tipicità della coltivazione che è legata alle caratteristiche del terreno e dell'acqua di falda (elemento, quest'ultimo, essenziale ed imprescindibile per la maturazione del radicchio).

Turismo ed enogastronomia sono il volano
Il crescente interesse per l’Italia come meta enogastronomica é il volano su cui basare anche la strategia locale di medio e lungo termine: soprattutto tenendo conto che, nel settore turistico, il Veneto detiene ormai da diversi anni il primato sia per numero di arrivi sia per durata della permanenza.

L'enogastronomia strategica per lo sviluppo del nostro territorio
L’enogastronomia è un elemento fondamentale per rilanciare un turismo esperienziale, che punta alla scoperta e alla valorizzazione di territori al di fuori delle mete di massa, e che si sviluppa all’insegna della sostenibilità, del rispetto della natura e di tradizioni e cultura locali. Ed in questo ambito anche il radicchio di Treviso tardivo può avere un ruolo di primo piano, grazie ad una sinergia tra territorio e produzione.

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