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Premi accoppiati: dal 2017 aumentano quelli destinati alla zootecnia da carne e da latte

Con il decreto del Ministero delle politiche agricole dell’11 ottobre 2016 sono state apportate delle modifiche alle regole per l’erogazione dei premi accoppiati, le cui risorse sono state incrementate, passando dall’11 all’12% del budget destinato annualmente agli aiuti diretti. Riportiamo di seguito i settori che dal 2017 beneficeranno dell’aumento degli aiuti.
Per il settore delle vacche da latte, il sostegno accoppiato del latte bovino passa da 82,7 a 96,7 milioni di euro. Vi accedono le vacche alla nascita dei vitelli, purché l’allevamento rispetti i seguenti parametri di qualità:
- Tenore in cellule somatiche (per ml) inferiore a 300.000.
- Tenore in carica batterica a 30° (per ml) inferiore a 40.000.
- Contenuto di proteina superiore a 3,35%.
Nel caso in cui siano in regola due parametri, il terzo dovrà rispettare i seguenti limiti:
- Tenore in cellule somatiche inferiore a 400.000.
- Tenore in carica batterica a 30° inferiore a 100.000.
- Contenuto in proteina superiore a 3,20%.
I capi allevati in zone montane o appartenenti ai circuiti DOP e IGP e regimi di qualità certificata devono rispondere solo a uno dei tre parametri di qualità e questo porterà a un aumento dei capi ammissibili, in particolare per quelli in montagna.
Le vacche nutrici potranno contare su un aumento del budget di 8 milioni di euro destinati ai capi presenti in allevamenti non da latte, non iscritte ai libri genealogici o registri anagrafici che partoriscono nell’anno. Questo provvedimento andrà a comprendere circa 400 mila capi localizzati soprattutto al Sud.
Anche il premio alla macellazione dei bovini da carne vedrà un aumento delle risorse di 8 milioni di euro, che saranno destinate alla macellazione dei capi di età compresa tra 12 e 24 mesi allevati per almeno 12 mesi nelle aziende richiedenti o allevati per almeno 6 mesi e aderenti ai sistemi di qualità o etichettatura e certificazione Igp. I pagamenti saranno di circa 80 euro/capo.
Anche per il frumento duro coltivato al centro-sud Italia ci sarà un aumento delle risorse per 8 milioni di euro e il pagamento stimato passa da 67 a 75 euro/ha.
Rimangono le risorse destinate alle coltivazioni vegetali: Soia in pianura padana (circa 55 euro/ha); Proteaginose al centro Italia (circa 53 euro/ha); Leguminose da granella ed erbai di sole leguminose al Sud (circa 23 euro/ha); Riso (circa 100 euro/ha); Barbabietola da zucchero (circa 400 euro/ha); Pomodoro da industria (circa 165 euro/ha); Olivo (da 90 a 115 euro/ha a seconda delle aree); Superfici olivicole che aderiscono a sistemi di qualità (circa 190 euro/ha). Naturalmente gli importi definitivi per ciascuna produzione dipenderanno dall’entità delle richieste.

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