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Pisello proteico: opportunità e problematicità della coltura

Si è tenuto presso la sede di Confagricoltura Veneto il tavolo di lavoro sul pisello proteico.
Anga Venezia ha organizzato questo appuntamento con l’obiettivo di affrontare lo studio di questa coltura valutandone le opportunità, le problematiche, le criticità, lo sbocco nel mercato, gli utilizzi della materia prima prodotta.
A seguito di accordi intercorsi nella preparazione dell’evento, due aziende hanno offerto il loro contributo inviando due team di professionisti per esporre ai convenuti il loro approccio a questo determinato tipo di coltura ed il mercato del prodotto raccolto. Le Aziende intervenute sono: Villa Nani e Padagri.
È stata scelta la denominazione “tavolo di lavoro“ perché era intenzione degli organizzatori costruire un dialogo tra relatori e pubblico per soddisfare ogni curiosità.
Il Sig. Pasqualini dell’azienda Villa Nani in collaborazione con i due tecnici agrari della stessa ha aperto i lavori, a seguito della presentazione da parte dell’organizzatore Giulio Manzotti. L’esposizione ha avuto inizio con una discussione sulla sostenibilità delle colture, indirizzo che la comunità internazionale intende favorire. La sostenibilità viene intesa in agricoltura con la drastica diminuzione di interventi di concimazione non naturale e di trattamenti fitosanitari. Considerata anche la riduzione del consumo di carne, causata dai diversi orientamenti dei consumatori, le colture proteiche come i legumi stanno avendo maggiore sviluppo, costituendo una valida alternativa per sopperire al vuoto nella dieta lasciato dalle proteine animali, garantendo l’apporto di queste importante sostanze nutritive. Gli agricoltori, sono sempre più spinti al contenimento dei costi, vista anche la redditività delle maggiori colture da trasformazione che sta sempre più calando; è necessario quindi che si orientino verso alternative seguendo le tracce del mercato globale ed andando a colmare gli spazi vuoti che questo ancora riserba. Per la valorizzazione delle produzioni agricole in prodotti alternativi, come appunto i legumi o le oleaginose, è indispensabile che l’agricoltore non venda sul mercato i prodotti grezzi, che subirebbero la concorrenza di prodotti convenzionali e di importazione, ma è necessario che si inserisca all’interno di una filiera che gli consenta la trasformazione del prodotto conferendogli maggiore attrattiva commerciale.
L’orientamento delle autorità internazionali come la Fao verso le colture sostenibili sembra esser sempre più marcato, tanto da far presagire sarà il futuro dell’agricoltura.
Il pisello proteico rientra tra queste, ma, per garantire una buona redditività, deve essere inserito in un piano colturale che preveda un secondo raccolto, il quale, sfruttando le ottime qualità di azotofissatrice della prima coltura, trarrà benefici non trascurabili.
Il Sig. Cibotto, amministratore ed agronomo dell’azienda Padagri, secondo relatore, ha orientato la sua esposizione principalmente sulla descrizione del pisello proteico dal punto di vista agronomico. Secondo l’esperienza maturata negli anni di coltivazione di questa leguminosa, ha consigliato l’impiego di 230kg di semente /ha, un apporto di concimazione bilanciato in relazione al tipo di terreno in cui verrà seminato, considerando comunque che, essendo una pianta che non necessita di particolari attenzioni, anche le concimazioni dovrebbero essere di leggera entità. È stato consigliato di seminare il pisello nella seconda metà del mese di novembre, affinché la germinazione avvenga a basse temperature e si sviluppi l’apparato radicale, evitando il rischio che la pianta cresca in altezza prima della primavera. Il pericolo infatti sarebbe che il pisello non sviluppasse un apparato radicale sufficientemente profondo per approvvigionarsi di sostanze nutritive ed umidità nel momento della produzione dei frutti. Le varietà consigliate per la semina sono: Kenzo invernale; Genial per la primavera; Navarro ambivalente per semina primaverile o invernale. L’accurata preparazione del terreno prima della semina, è sicuramente fondamentale per il buon esito della coltivazione. Dovranno essere evitati dislivelli che possano produrre ristagni d’acqua. Un trattamento con erbicida è vivamente consigliato per ridurre il rischio di infestanti interfilari. Nel caso la stagione primaverile si caratterizzasse per elevate temperature si potrebbe presentare una infestazione da afidi, facilmente contrastabile con insetticida a contatto, da impiegare esclusivamente su pisello destinato all’alimentazione umana preparato surgelato. Nel pisello raccolto secco, gli afidi non presentano problemi. Altro effetto delle alte temperature di inizio estate potrebbe essere la caduta dell’ultimo palco di fiori, che comunque a fine maggio non produrrebbero frutti perché coinciderebbe con la raccolta. L’abbondanza di piogge invece potrebbe far insorgere problemi di batteriosi. La raccolta del prodotto dovrebbe essere eseguita entro i primi giorni di giugno con umidità non inferiore al 18%, per limitare le perdite in campo.
La resa si attesta generalmente sui 45 q.li/ha, la valutazione è di circa 248 €/ton. Per una plv di circa 1000€/ha. È consigliato ridurre al minimo le spese e quindi gli interventi, vista la quotazione non alta sul mercato, si consiglia vivamente di seminare solo con contratto di ritiro.
In prospettiva di un secondo raccolto costituisce una buona opportunità, importante è effettuare una lavorazione che consenta l’interramento dei residui grani di pisello persi durante la raccolta per evitare l’infestazione della coltura che seguirà. Viene generalmente consigliata la semina di soia nel ciclo colturale che segue il pisello ed essendo questa una leguminosa, un eventuale diserbo non sarebbe in grado di colpire il pisello.

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