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Pesce di valle, serve un consorzio dei produttori per vincere la sfida del mercato

La sfida è l'unità dei vallicoltori per mettere a punto strategie condivise di sostegno e promozione del pesce di valle come prodotto dalle alte qualità nutritive e tipico della nostra tradizione lagunare e di un ecosistema unico al mondo.
Prima delle Feste natalizie, Confagricoltura Venezia ha organizzato una degustazione ed esposizione di pesce di valle insieme a Matteo Poja, presidente della sezione itticoltura. All'evento è stata associata una conferenza stampa con lo scopo di proporre pesce di valle anche per i cenoni della Vigilia di Natale di Capodanno.

Sostenere i prodotti del marchio Qualità Veneta
“L'obiettivo che ci poniamo con iniziative di questo genere – ha detto Giulio Rocca, presidente di Confagricoltura Venezia, intervenuto insieme al vice direttore Attilio Bellinato – è la promozione dei prodotti tipici del nostro territorio, nell'ambito del marchio Qualità Veneta lanciato dalla Regione. Ci interessa sostenere le filiere dei nostri prodotti a fronte dell’invasione di prodotti alimentari di massa provenienti da paesi extraeuropei o di altri continenti in cui le norme di produzione e lavorazione non sono certo sicure come le nostre. Molti prodotti sono costituiti anche da ingredienti provenienti da paesi che presentano gravi tassi di inquinamento e pochissimi controlli alla fonte”.

La proposta di un consorzio di produttori di pesce di valle
“Il pesce di valle viene definito “povero” perché sul mercato non è remunerato adeguatamente ma in realtà si tratta di un prodotto di altissimi qualità nutritive essenziali per un’alimentazione sana – ha spiegato Matteo Poja. - Occorre continuare a illustrare ai consumatori che si tratta di pesce allevato libero nelle valli, tra l'altro all'interno di veri e propri paradisi naturali. Per i produttori la sfida necessaria è assolutamente quella di unirsi in un consorzio per proporre sul mercato il prodotto, studiando le strategie più efficaci. Credo anche che sarebbe utile creare un marchio specifico per il pesce di valle”.

L'emergenza cormorani, a rischio grandi quantità di pesce
In Veneto i vallicoltori sono poco più di una ventina, di questi cinque o sei si occupano specificatamente dell'allevamento del pesce di valle, incontrando non poche difficoltà.
Uno dei problemi più gravi del momento è la crescita smisurata del numero di cormorani. Si tratta di uccelli che pescano in gruppi che raggiungono fino a mille esemplari e in grado di divorare ciascuno anche mezzo chilo di pesce al giorno. La speranza è che possa mostrarsi efficace la normativa regionale – in vigore da fine 2016 - per il contenimento della fauna selvatica nociva.

Il progetto NON E' PESCE PER POCHI
Intanto le azioni di promozione del pesce di valle continuano. Federico Riccato, di Laguna project – la società che ha curato il più recente Piano della pesca per la Provincia di Venezia – ha realizzato il progetto NON E' PESCE PER POCHI che punta alla promozione del pesce di valle anche all'interno del mondo della ristorazione. Si tratta di un progetto lanciato dalla Camera di Commercio di Venezia in occasione dell'Expo 2015.

Attualmente solo il 30, 40 per cento del pesce di valle è distribuito sui mercati ittici
I dati più recenti elaborati all'interno del Piano provinciale per la pesca dicono che solo il 30, 40 per cento del pesce di valle viene distribuito all'interno dei mercati ittici, mentre il resto è venduto a grossisti e dettaglianti. La produttività delle valli si ferma attualmente circa all'80 per cento. Tra le specie principali sono incluse l’anguilla, l’orata, il branzino, ma il cosiddetto pesce povero comprende varie specie di cefali: volpina, bosega, lotregano, cavasteo e verzelata.
Secondo l'associazione pescicoltori italiani (API) i punti di forza e le opportunità per rilanciare il settore non mancano. Il valore è una produzione a bassissimo impatto ambientale legata all'antica tradizione lagunare e che può essere associata anche a turismo sostenibile, mentre la sfida resta la ricerca in grado di selezionare le specie più adatte al mercato e alla commercializzazione e la creazione di un consorzio di produttori in grado di attivare una rete di distribuzione.

Qui il video del servizio di Antenna3

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