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Emissioni in atmosfera: accordo di Bacino Padano e superamento dei limiti di PM10

Il 9 giugno è stato firmato il nuovo accordo per la riduzione dei PM10 da parte del Ministero e delle regioni italiane maggiormente colpite dal fenomeno (Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte).
L’Accordo è diretto a far fronte alle richieste della Commissione europea che ha esortato l’Italia ad adottare misure contro l’emissione di polveri sottili (PM10) a tutela della salute pubblica (l’Italia è stata già sanzionata per i continui superamenti dei limiti di polveri sottili, problema che incide soprattutto nella pianura padana).
L’intesa punta a misure strutturali, attuate allo stesso modo nelle quattro regioni: regole omogenee di accesso alle Ztl, car-sharing, mobilità ciclo-pedonale, distribuzione diffusa di carburanti alternativi, limitazioni alla circolazione, ma anche buone pratiche da applicare alle attività agricole e zootecniche.
Per l’attuazione dei nuovi interventi è previsto il reperimento di nuove risorse, tra l’altro 2 milioni di euro a Regione da parte del Ministero Ambiente per ridurre l’inquinamento prodotto dalle attività agricole e zootecniche, al fine di promuovere le buone pratiche, e la ricollocazione delle risorse già disponibili.
Per il settore agricolo, nelle AIA, AUA e nei programmi d’azione nitrati regionali, devono essere applicate pratiche finalizzate alla riduzione delle emissioni (quali la copertura degli stoccaggi di liquami, l’utilizzo di corrette modalità di spandimento dei liquami, l’interramento delle superfici di suolo oggetto dell’applicazione di fertilizzanti).
Il Ministero Ambiente dovrà individuare risorse sia per finanziare la sostituzione dei veicoli più inquinanti sia per finanziare gli operatori che utilizzano buone pratiche per la riduzione delle emissioni prodotte dalle attività agricole. Dovrà essere promosso il finanziamento di tali misure presso le autorità comunitarie come misure di “Investimenti non produttivi” nell’ambito dei PSR.
Il Ministero dell’Ambiente poi, tenuto conto delle proposte elaborate dalle regioni sulla base delle migliori tecniche disponibili (BAT), dovrà elaborare uno schema di decreto che individui i requisiti generali per gli allevamenti zootecnici ai fini dell’autorizzazione integrata ambientale.
Viene condivisa, inoltre, la gestione delle situazioni di emergenza legate al superamento dei limiti di inquinamento da PM10, con divieti temporanei anch’essi comuni e omogenei nelle quattro regioni. Nelle situazioni di inquinamento acuto, sono predisposti valori di soglia diversi sulla base della concentrazione rilevata dalle centraline Arpav:
1) livello verde: nessuna allerta (<50 µg/m² PM10)
2) livello arancio: (>50 µg/m² PM10 dopo 4 giorni consecutivi) primo livello di misure da adottare, come limitazione del traffico. Per il settore agricolo: divieto di spargimento liquami e divieto, per la regione, di firmare deroghe allo spandimento, e divieto di bruciatura all’aperto, comprese le piccole bruciature (piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali, effettuate nel luogo di produzione)
3) livello rosso: (>50 µg/m² PM10 dopo 10 giorni consecutivi) secondo livello di misure, che vanno a sommarsi a quelle del primo livello. In questo caso le restrizioni sono per i veicoli e gli impianti di riscaldamento a biomassa e non contemplano ulteriori divieti per il settore agricolo
Queste misure si applicano prioritariamente in comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti.
E’ possibile comunque la non attivazione del livello successivo a quello in vigore, anche se i limiti sono stati superati, se le condizioni atmosferiche previste per il giorno stesso e successivo siano favorevoli alla dispersione di inquinanti.

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