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Indicazione dell’origine in etichetta del pomodoro: pubblicato il decreto

È stato pubblicato il decreto interministeriale (Mipaaf e Mise) che introduce l’obbligo di indicazione d’origine dei derivati del pomodoro.
Il decreto si applica ai derivati come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse che siano composti per almeno il 50% da derivati del pomodoro.
Il decreto stabilisce che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
- Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;
- Paese di trasformazione del pomodoro: nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, in base alla provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi non UE, Paesi UE e non UE.
Se il pomodoro impiegato è stato coltivato e trasformato in un unico Paese l’indicazione d’origine potrà prevedere l’utilizzo della sola dicitura: “Origine del pomodoro: nome del Paese” che, nel caso del territorio nazionale, sarà appunto “Origine del pomodoro: Italia”.
Si informa inoltre che il provvedimento entrerà in vigore dopo centottanta giorni dalla data della sua pubblicazione. Per i prodotti immessi sul mercato o etichettati prima dell’entrata in vigore del decreto, è stato stabilito che potranno essere commercializzati entro il termine di conservazione previsto in etichetta. Le disposizioni contenute nel provvedimento si applicheranno in via sperimentale sino al 31 dicembre 2020.

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